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Sarà la textura del foglio di carta o l'odore dell'inchiostro o entrambe le cose. Resta il fatto che i documenti scritti a mano conservano un fascino, anche sensoriale, che resiste nell'era di internet e della videoscrittura. Se poi la carta è anche testimonianza diretta dell'opera di un genio (sia esso John Lennon, Oscar Wilde, Gabriele D'Annunzio, Ludwig Van Beethoven, Leopardi, Garibaldi o Jacques Prévert) allora può arrivare a valere svariati milioni, euro, dollari o sterline. Un appassionato nel giugno 2010 si è aggiudicato un foglio più piccolo di un A4 per 1,2 milioni di dollari. John Lennon lì si era appuntato il testo di A day in life, ultimo brano dell'album dei Beatles "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". Ancora più suggestivo di un testo autografo, la partitura musicale di un altro capolavoro dell'ingegno umano: "L'opera 133", conosciuta anche come "La Große Fuge" (La Grande Fuga) di Ludwig Van Beethoven. La partitura per quartetto d'archi, composta quando il musicista era già sordo, è famosa per il suo tecnicismo e per la sua natura introspettiva ed enigmatica. Nel giugno del 2005 un bibliotecario della Pennsylvania ritrovò il manoscritto originale, che a dicembre dello stesso anno fu venduto all'asta per 1,95 milioni di dollari. Prévert sul podio con 2,3 milioni di euro Tuttavia il record spetta alla collezione di fotografie, testi, sceneggiature e altri documenti autografi di Jacques Prévert che è stata venduta in un asta a Parigi la scorsa primavera per 2,3 milioni di euro. Altri carteggi, non meno suggestivi, sono alla portata di portafogli più sottili. Cinque lettere inedite e autografe di Oscar Wilde, datate tra il 1885 e il 1887, sono state battute all'asta lo scorso 24 settembre da Bamfords, la nota casa d'aste inglese, per 34 mila sterline. Dai documenti emergono particolari che impreziosiscono di curiosi dettagli la vita dell'autore del ritratto di Dorian Gray. A partire proprio dall'amore che Wilde, all'epoca trentenne, nutriva per il giovane giornalista di 22 anni Alsager Richard Vian. La caccia al manoscritto non è sempre prerogativa del singolo collezionista. La Fondazione Banca Credito agrario bresciano, per esempio, da anni frequenta le aste di tutto il mondo per recuperare i testi originali dell'opera di Gabriele D'Annunzio.
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