Scripofilia.it - Products http://www.scripofilia.it Ultimi oggetti su Scripofilia.it Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT it COMPAGNIE AGRICOLE VICTOR-EMMANUEL - TORINO 1848 FIRMA CAVOUR SUL RETRO http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12675 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12675 Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come conte di Cavour o Cavour (Torino, 10 agosto 1810 - Torino, 6 giugno 1861), è stato un politico e patriota italiano.Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, capo del governo dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. Nello stesso 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, divenne il primo presidente del consiglio dei ministri del nuovo Stato e con tale carica morì.Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell'anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell'Austria e dello Stato Pontificio.In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato. In politica sostenne la promulgazione e la difesa dello Statuto albertino. Capo della Destra moderata, siglò un accordo (Connubio) con la Sinistra di Urbano Rattazzi, con la quale realizzò riforme senza l'appoggio delle ali estreme del parlamento.Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi della cui azione temeva il potenziale rivoluzionario. In politica estera coltivò con abilità l'amicizia con la Francia grazie alla quale ottenne l'espansione territoriale del Piemonte in Italia settentrionale e in Toscana.Benché non avesse un disegno di unità nazionale preordinato riuscì con successo a gestire gli eventi (annessione del Regno delle Due Sicilie) che portarono alla formazione del Regno d'Italia. COMUNE DI CORTEMILIA DEBITO REDIMIBILE PER OPERE PUBBLICHE - CORTEMILIA 1915 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12674 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12674 Cortemilia (Cortmija in piemontese) è un comune italiano di 2.482 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte.Il comune fa parte della comunità montana Alta Langa e Langa delle Valli Bormida e Uzzone.Con l'interrimento del porto di Savona da parte dei Genovesi (1528), i commerci tra la Liguria e l'entroterra piemontese, di cui Cortemilia era un importante centro, languirono e la cittadina fu tagliata fuori dalle rotte mercantili. Del coinvolgimento, almeno territoriale, di Cortemilia nelle guerre tra Carlo V e Francesco I, concluse con la pace di Cateau Cambrésis del 1559, vi è testimonianza nella lapide che ricorda la morte, avvenuta nel 1540, dell'ufficiale del presidio spagnolo, Alvaro Medrano de Calagura (o Calaruega), murata nel Chiostro del Convento Francescano (vedi Galleria Fotografica). Una pestilenza nel 1530 e una grave inondazione nel 1584, delle molte che la zona subì da parte della Bormida e dell'Uzzone, fecero contrarre ulteriormente il numero degli abitanti. Nel 1630 il castello subì gravi danni da parte delle truppe francesi e nel 1636 da quelle austriache.Un'ulteriore pestilenza ridusse ancora la popolazione, che si concentrò da quel momento nei soli due borghi di San Michele e San Pantaleo. Una stampa, di pregevole fattura e molto diffusa in Cortemilia, realizzata su lastra di rame nel 1675 dal noto incisore e cartografo Giovanni Tomaso Borgonio e inserita successivamente nel cosiddetto Theatrum Sabaudiae, pubblicato ad Amsterdam nel 1682, presenta la cittadina (Curtismilium) come essa era nel XVII secolo, ancora circondata da mura e baluardi, ma con il castello ormai diroccato.Unita alle sorti dei Savoia, Cortemilia mantenne un ruolo secondario, anche se non del tutto marginale, nelle vicende storiche, politiche ed economiche degli ultimi tre secoli, ad esempio come centro di produzione e commercio della seta, del legname, del vino, del bestiame.Fiere e mercati, istituiti sin dal medioevo e molto frequentati ancora oggi, testimoniano una vocazione mercantile mantenuta nel tempo, nonostante le difficoltà dei collegamenti viari, solo recentemente migliorati. Non marginale anche la funzione di centro amministrativo, giudiziario e culturale, che Cortemilia ha ricoperto sino a pochi decenni fa e che per certi aspetti ancora ricopre nell'area dell'Alta Langa. Cortemilia ha ampliato, a partire dall'ultimo dopoguerra, il proprio tessuto urbano, estendendosi soprattutto lungo le direttrici viarie principali. WHITEHEAD MOTO FIDES - LIVORNO 1952 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12673 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12673 WASS - Whitehead Alenia Sistemi Subacquei S.p.A. è una azienda italiana che opera nel settore della costruzione di sistemi di difesa subacquei, come siluri o sonar.Le origini dell'azienda risalgono al 1875 quando l'ingegnere inglese Robert Whitehead inaugurò a Fiume, città allora dell'Impero Austro-Ungarico, la Torpedo Fabrik von Robert Whitehead, primo impianto al mondo per la produzione di siluri.Robert Whitehead nel 1856 era stato contattato per assumere l'incarico di direttore nella Fonderia Metalli di Fiume che nel 1858 avrebbe assunto la denominazione di Stabilimento Tecnico di Fiume, dove si producevano motori e caldaie a vapore tra i più moderni dell'epoca che venivano installati sulle navi della Marina Imperiale Austriaca. Whitehead a Fiume avviò una collaborazione con Giovanni Luppis, fiumano ed ufficiale della Marina Austro-Veneziana, che volendo trovare un mezzo di difesa delle coste dalle incursioni navali aveva pensato ad un ordigno filoguidato che chiamò (in italiano) salvacoste.[1] L'ordigno venne poi perfezionato dalla collaborazione tra Luppis e Whitehead, dando vita al siluro. Il prototipo della nuova arma venne valutato positivamente da una commissione della Marina Imperiale e i due ingegneri furono incaricati di produrre un primo lotto che sarebbe servito a scopi sperimentali e la stessa Marina Imperial-Regia decise di acquisire i diritti di uso e riproduzione a titolo non esclusivo dei siluri prodotti a Fiume.Nel 1873 lo Stabilimento Tecnico Fiumano dichiarò bancarotta e due anni dopo venne rilevato da Whitehead assumendo la denominazione "Torpedo Fabrik von Robert Whitehead", grazie alle anticipazioni delle somme della Marina Imperiale Tedesca per la costruzione di 100 siluri da 381 millimetri e la garanzia che la Germania avrebbe continuato continuato a rifornirsi di siluri, lanciasiluri e compressori presso lo stabilimento Whitehead per 10 anni consecutivi.L'azienda vide accrescere le commesse con ordini anche di varie marine estere tra cui la US Navy. Oltre a vendere ai vari governi il diritto d'uso e di riproduzione dei suoi prodotti, l'azienda istituì filiali, oppure concorse ad impiantare all'estero silurifici governativi o privati.Nel 1905 l'azienda diventò Società per Azioni assumendo la denominazione Torpedo Fabrik Whitehead e Co. Geselleshaft. Nello stesso anno con la morte di Whitehead il gruppo Vickers-Armstrong Whitworth acquistò il pacchetto di maggioranza delle azioni.Dall'inizio del primo conflitto mondiale il Silurificio di Fiume lavorò esclusivamente per gli Imperi Centrali.Al termine del conflitto, concluso con la sconfitta degli Imperi Centrali, l'azienda fallì in seguito alla crisi che colpì la città. In seguito al Trattato di Roma, siglato il 27 gennaio 1924, che sanciva il passaggio della città di Fiume all'Italia lo stabilimento venne rilevato da un gruppo di imprenditori italiani guidato dell'Ingegnere Giuseppe Orlando che con la denominazione di Silurificio Whitehead di Fiume S.A., riprese la produzione di siluri, ricevendo commesse dalla Regia Marina e da diverse marine estere.Nel 1937 l'azienda fiumana apri a Livorno una sua filiale, che qualche anno dopo ebbe la denominazione di Società Moto Fides ed in entrambe le città l'attività di produzione bellica fu frenetica a causa della corsa agli armamenti che caratterizzò il periodo precedente la seconda guerra mondiale. Lo stabilimento di Livorno tuttavia non era ancora in grado di costruire siluri Whitehead e la sua attività inizialmente era limitata alla costruzione di parti per i siluri costruiti a Fiume e solamente verso la fine del 1941 dallo stabilimento della città tirrenica uscirono i primi siluri completi.Con l'occupazione di Fiume da parte delle forze della resistenza jugoslava, guidate da Tito, avvenuta il 3 maggio del 1945 e che sarebbe stata formalizzata dal Trattato di Pace il 10 febbraio del 1947 con l'annessione della città alla Jugoslavia, la Whitehead venne fusa il 31 luglio 1945 con il silurificio Moto Fides di Livorno, trasferendo la sua attività nella città toscana con la denominazione Whitehead-Motofides Stabilimenti Meccanici Riuniti S.p.A. Livorno, mentre a Fiume l'ex stabilimento Whitehead divenne sede di un'azienda meccanica con la denominazione "Torpedo".La Whitehead-Motofides di Livorno entrò a far parte del gruppo Fiat nel 1945 riprendendo la sua attività con diverse produzioni, quali telai, compressori, componenti per autoveicoli, motori fuori bordo, oltre alla produzione militare per la quale l'azienda ha realizzato per la Marina Militare Italiana, a partire dagli anni sessanta, una serie di prodotti di alta tecnologia, come siluri antisommergibile, siluri a propulsione elettrica, a idrogetto, a guida attiva o passiva, a filoguida autocercante e componenti elettronici per contromisure difensive.[3]Tra i prodotti realizzati dal settore militare dell'azienda, il siluro leggero A-244, dal calibro di 324mm ed il siluro pesante da 533mm A-184. Il primo ha praticamente equipaggiato le principali unita di superficie della Flotta della Marina Militare Italiana, mentre il secondo ha equipaggiato sia i sottomarini del tipo Toti, Sauro ed i modernissimi U-212 sia alcune unità di superficie impegnate nella lotta ASW come le Maestrale.La produzione di motori per nautica da diporto è stata realizzata a partire dalla metà degli anni settanta ma solo a partire dai primi anni ottanta sui depliant illustrativi apparve la scritta Fiat per la nautica.[4]Nel 1974 l'azienda ha inglobato la Fiat-Sezione Officine di Marina di Pisa ex Costruzioni Meccaniche Aeronautiche S.A. di Marina di Pisa, dove venivano prodotti accessori per auto. Gli stabilimenti di Marina di Pisa sarebbero stati poi chiusi nel 1986 e la loro produzione trasferita a Livorno.Nel 1978 la maggioranza della Whitehead-Motofides venne acquisita dalla Gilardini S.p.A. società del gruppo FIAT.Nel 1985 la Whitehead-Motofides viene scissa nella Motofides destinata alla produzione civile e militare per l'esercito e nella Whitehead destinata alla produzione di sistemi di difesa navale.Nel 1990 l'azienda assume la denominazione di Whitehead S.p.A. in seguito alla fusione tra la Whitehead e la Misar, altra società del gruppo Gilardini.Nel luglio 1993 la Whitehead S.p.A. ha costituito con le imprese francesi DCN e Thomson-CSF, operanti nel settore della difesa, il consorzio Eurotorp GEIE. I governi interessati avevano firmato nel 1991 un memorandum d'intesa di cooperazione industriale per un programma di sviluppo di una nuova generazione di siluri leggeri. L'azienda vi partecipa con una quota del 50% mentre la restante parte venne divisa tra DCN con il 26% ed il 24% di Thomson-CSF. Frutto di questa cooperazione fu lo sviluppo e la realizzazione di un comune sistema d'arma, sulla base di due progetti già esistenti nelle rispettive Marine, il Murene francese e il Progetto A-290 italiano, da cui nacque il siluro leggero MU-90 Impact[5] che ultimata la fase sperimentale è in fase di produzione ed equipaggerà le unità FREMM ed Orizzonte ed è stato venduto alle marine di Francia, Germania, Danimarca, Polonia e Australia.EuroTorp si occupa della commercializzazione del siluro A244/S mod. 3, costruito da WASS.Nel 1994 l'azienda si trasforma in Sistemi Subacquei Welse S.p.A. con la fusione delle attività subacquee di Whitehead S.p.A., del gruppo Fiat Componenti e Impianti per l'Energia e l'Industria, Usea S.p.A. ed Alenia Elsag Sistemi Navali. Nel 1995 la Gilardini S.p.A. è stata inglobata dalla Magneti Marelli ed il settore militare è stato dismesso e ceduto a Finmeccanica. L'azienda uscita dopo mezzo secolo dall'orbita FIAT ha assunto l'attuale denominazione "WASS Whitehead Alenia Sistemi Subacquei S.p.A.".Gli stabilimenti della società sono oltre che a Livorno anche a Napoli e a Genova e unità di lavoro sono presenti presso gli arsenali di La Spezia e Taranto. L'azienda sviluppa e produce siluri leggeri e pesanti, sistemi di lancio, contromisure antisiluro per navi e sommergibili e più sofisticati sistemi sonar. Nel campo dei siluri leggeri è presente in oltre 15 Paesi con oltre duemila sistemi consegnati con i rispettivi sistemi di lancio per piattaforme navali ed elicotteri, mentre i suoi sistemi di contromisure da sommergibile sono presenti su piattaforme subacquee di marine sia europee che extra-europee.La società è attiva soprattutto nei mercati esteri e il 70% della sua produzione è indirizzata verso stati come Germania, Francia, Danimarca, Polonia, Australia, Malesia, India e i suoi sistemi sono operativi in 22 marine, compresi quella degli Stati Uniti.[6]Il 30 novembre 2007, a Nizza, nel corso di un vertice italo/francese, DCNS, Finmeccanica e Thales hanno annunciato la loro intenzione di unire le loro attività sui sistema d'arma subacquei, allo scopo di rafforzare, con tale cooperazione l'industria europea della difesa, e creare un leader tecnologico a livello mondiale nel mercato dei sistemi d'arma subacquea. A tal fine i tre partner hanno sottoscritto un accordo per la creazione di tre joint-venture:[7]"Torpedo Program JV", che sarà responsabile di progettazione e sviluppo, marketing e vendite dei siluri e delle attività di gestione del programma e che sarà di proprietà al 51% di Finmeccanica e al 49% di DCNS."Torpedo Manufacturing JV", che sarà responsabile delle fasi di test e produzione dei siluri e che sarà di proprietà al 51% di DCNS e al 49% di Finmeccanica."Sonar JV" che sarà responsabile di progettazione, sviluppo, e produzione di sonar e che sarà di proprietà al 51% di Thales e al 49% di Finmeccanica.I tre amministratori delegati, Pier Francesco Guarguaglini di Finmeccanica, Jean-Marie Poimboeuf di DCNS e Denis Ranque di Thales, hanno dichiarato che questo accordo rappresenta una nuova pietra miliare nel consolidamento del settore europeo della difesa navale e pensano di potere estendere in futuro l'alleanza ad altri operatori europei del settore.WASS collabora con le realtà presenti nel territorio ed ha rapporti di collaborazione con enti, centri di ricerca e università, quali l'Accademia Navale di Livorno, il Dipartimento di Scienza dell'Informazione dell'Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ed è interessata a costituire presso lo Scoglio della Regina un Centro di Ricerca nel campo delle tecnologie del mare e della robotica marina per il quale, il Comune di Livorno, la Regione Toscana e la Scuola Superiore Sant'Anna hanno firmato un protocollo d'intesa TRAMWAYS ELECTRIQUES ET A VAPEUR DE NAPLES ET PROVINCE - BRUXELLES 1893 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12672 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12672 Il 19 ottobre 1887, gli ingegneri Vincenzo Coscia, Francesco Petagna e Carlo Mele, a cui in seguito di aggiungerà Augusto Daufresne, chiesero alla Provincia la possibilità di poter costruire una rete tranviaria a vapore in modo tale da poter collegare Napoli con la zona nord: tale permesso fu concesso il 24 ottobre 1888 e l'atto pubblico sottoscritto il 10 luglio 1889, dove oltre alla costruzione, i promotori avevano diritto sulla tranvia per trentacinque anni; nello stesso anno gli ingegneri fondarono la Societé Anonyme de Tramways du Nord de Naples, anche conosciuta con il nome abbreviato di TN. I lavori di costruzione partirono nel 1891, ma in breve tempo la società entrò in crisi e nel 1893 venne liquidata ed il 4 ottobre dello stesso anno dichiarata decaduta. La tratta di tranvia costruita fu ceduta alla Provincia di Napoli, ma poco tempo dopo gli ingegneri Mele e Daufresne, tentarono di costituire una nuova società, chiamata Societé Anonyme de Tramways electriques et á vapeur de Naples et Provincie, con l'intento di recuperare quello che avevano iniziato, ma l'operazione fallì poco dopo.Il 15 maggio 1896, i liquidatori della TN, fondarono la Società Anonima delle Tramvie di Capodimonte, riprendendo subito la ricostruzione del tratto urbano Napoli - Miano e cambiando la trazione, come poi avverrà per tutto il resto della rete, da vapore ad elettrica. Nel 1899 fu aperto il primo tratto da Napoli al Garittano, a cui si aggiunse il 2 dicembre 1900 la tratta per Giugliano. Da questo momento sulla rete esercitarono tre linee, tutte con partenza dal capolinea napoletano nei pressi del museo Nazionale: la linea 1 per Porta Grande, la linea 3 per Giugliano, la linea 4 per il Garittone.Tram a CapodimonteNel 1902 furono inaugurate due diramazioni: una per Mugnano e l'altra per Marano, oltre ad un prolungamento dal Garittone a Miano; il 14 marzo 1907 dal capolinea di Miano aprirono due diramazioni per Piscinola e Secondigliano. Nel 1912 la rete raggiunse il periodo di massimo splendore ed estensione; con partenza sempre dal Museo, la rete è cosi organizzata: la linea 1 per Porta Grande, la 2 per Miano, la 3 per Giugliano, la 4 per Marano, la 5 per Secondigliano e la 6 per Piscinola, oltre ad un servizio navetta con partenza dal bivio Mugnano ed arrivo nel centro di Mugnano.Il 31 marzo 1929, l'Azienda Trasporti Comunali di Napoli, assorbì l'intera rete, unificandola alla rete urbana napoletana e spostandone il capolinea dal Museo a piazza Dante. Allo stesso tempo viene completamente riorganizzato il percorso delle linee, che viene cosi articolato: linea 37 per Secondigliano, linea 38 per Piscinola, linea 60 per Giugliano, linea 61 per Marano, linea 62 per Mugnano. La vita della rete scorrette tranquilla per molti anni, senza troppe variazione, fino al 1954 quando a seguito del restyling di Piazza Dante e via Santa Lucia, il comune decise di arretrare il capolinea a corso Amedeo d'Aosta, eliminando qualsiasi collegamento con la rete urbana. Con l'introduzione sia di autobus che di filobus, il tram fu considerato vetusto ed il 15 marzo 1960 la rete fu definitivamente chiusa, dopo i primi tagli avvenuti già l'anno precedente sulla tratta per Secondigliano. BANCA SICULA - TRAPANI 1919 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12671 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12671 Fu fondata nel 1883 come Banca Mutua Popolare di Trapani, con Vincenzo Fardella di Torrearsa presidente onorario.La proprietà era, con altri soci, della famiglia D'Alì Staiti, che ne ha detenuto dal 1895 sempre la presidenza, prima con Giulio D'Alì Staiti, fino al 1933, cui successe Giacomo D'Alì Staiti, fino al 1976. Nel 1907, con la trasformazione da istituto mutualistico a banca di credito ordinario, fu denominata Banca Sicula, divenendo uno dei punti di riferimento per il credito privato in Sicilia per un lungo periodo. Nel 1983 l'allora amministratore delegato dell'istituto, Antonio D'Alì, preferì lasciare la carica in quanto il suo nome risultava iscritto nelle liste della loggia P2. Gli subentrò l'omonimo nipote e futuro Senatore della Repubblica, Antonio jr. Antonio senior divenne presidente della Sosalt, la società che commercializza il sale marino delle saline trapanesi.Nel 1988 la banca acquisì il titolo di istituto di credito interregionale, raggiungendo 60 sportelli. Nel 1991 il pacchetto di maggioranza della banca, in mano ai D'Alì, venne acquisito dalla Comit, nel cui consiglio di amministrazione va così a sedere Giacomo d'Alì, figlio dello zio di D'Alì e quindi cugino del senatore.Poco prima dell'incorporazione, la Banca aveva aumentato il proprio capitale di 30 miliardi. Nichi Vendola, allora vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, nel 1998, inviò alla Vigilanza della Banca d'Italia un rapporto in cui chiedeva da dove fossero arrivati quei soldi e chi ne avesse finanziato la ricapitalizzazione. Nulla di irregolare trovò Bankitalia. Il Commissario di Polizia Calogero Germanà ha ipotizzato che l'istituto, al pari della Banca Rasini di Milano, fosse uno dei centri utilizzati per il riciclaggio del denaro sporco di Cosa NostraLa Banca Sicula di Trapani è stata una banca italiana privata. È stata ceduta nel 1991 e incorporata nel 1994 nella Banca Commerciale Italiana (oggi Intesa Sanpaolo) COSULICH TRIESTINA DI NAVIGAZIONE 5 AZIONI - TRIESTE 1930 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12670 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12670 Cosulich Società Triestina di Navigazione è stata una compagnia di navigazione la cui sede era a Trieste.Trieste alla fine del XIX secolo era il porto principale dell'Impero Austro-Ungarico e nella città venne fondata nel 1895 La società di navigazione "Austro-Americana" con lo scopo di realizzare un collegamento marittimo per il trasporto delle merci tra l'Austria-Ungheria ed il Nord America. I fondatori della società furono Gottfried Schenker ed August Schenker-Angerer, spedizionieri e fondatori della Schenker Spedition e l'inglese William Burell. All'inizio la società acquistò in Inghilterra le prime quattro navi con cui realizzò i suoi collegamenti tra Trieste e i porti della costa orientale nordamericana.Negli stessi anni, la famiglia Cosulich, originaria di Lussinpiccolo, che aveva dato inizio alla propria attività armatoriale sin dal 1857, nel 1890 trasferì la sede della compagnia a Trieste, dando impulso all'espansione della propria flotta.Nel 1902 William Burell si ritirò dalla Società vendendo la sua quota ai Fratelli Cosulich e nel 1903 la società assunse la denominazione di "Vereinigte Österreichische Schiffahrtsgesellschaften der Austro-Americana und der Gebrüder Cosulich" o "Unione Austriaca di Navigazione Austro Americana e dei Fratelli Cosulich".Nel 1904 la società, la cui sede era in un nuovo palazzo di fronte al palazzo delle Poste, inaugurò anche il traffico passeggeri, costituito per lo più da emigranti che decidevano di partire per gli Stati Uniti e per dare alloggio agli emigranti che affluivano a Trieste in attesa di imbarco, venne acquistato l'"Ospizio Marino" che dopo alcuni lavori di trasformazione venne adattato a "Pensione Emigranti". L'edificio oggi è la sede dell'Istituto Comprensivo (materna, elementare e media) Italo Svevo.Dal 1906 la compagnia ottenne dall'Italia il permesso di trasportare anche gli emigranti italiani che partivano da Napoli e Palermo.Nel 1907 la società attivò il servizio marittimo verso il Sudamerica e nello stesso anno, progettato e finanziato dalla famiglia Cosulich, per far fronte alle esigenze della compagnia di navigazione venne costituito a Monfalcone un cantiere navale che, inaugurato ufficialmente il 3 aprile 1908, assunse la denominazione di Cantiere Navale Triestino. Successivamente, dopo un periodo di difficile congiuntura economica che nel 1908 costrinse la compagnia a restituiee tre navi noleggiate dal Lloyd Austriaco e porre in disarmo altre navi mercantili, nel 1910 la società ottenne l'incarico per il trasporto della corrispondenza sulle rotte del Oceano Atlantico Settentrionale|Nord e Sud Atlantico e nello stesso periodo con il sostegno finanziario dallo Stato venne inaugurata la linea Trieste-Rio de Janeiro-Santos-Buenos Aires.Dagli stabilimenti del Cantiere Navale Triestino Il 9 settembre 1912 venne varata la nave "Kaiser Franz Josef I" che diventò la nave ammiraglia della Marina Mercantile Austro-Ungarica. All'inizio del 1914 con l'acquisto da parte delle banche austriache delle quote di capitale in mano a Società di navigazione tedesche, la compagnia rimase completamente in mani austriache, ma con lo scoppio della prima guerra mondiale non fu più possibile percorrere le rotte internazionali.Al termine del conflitto delle 31 navi a vapore che la compagnia possedeva prima della guerra, ne rimasero soltanto dieci e con il passaggio di Trieste all'Italia la società venne totalmente acquisita dalla famiglia Cosulich e dal marzo 1919 assunse la denominazione "Cosulich Società Triestina di Navigazione".Nel 1932, insieme a Lloyd Sabaudo e Navigazione Generale Italiana la società diede vita a Italia Flotte Riunite che, controllata dal governo, riuniva sotto un'unica bandiera le tre principali compagnie di navigazione italiane dell'epoca. In questo periodo erano attive delle linee passeggeri che univano Trieste con New York e il Sud America e le merci venivano nuovamente trasportate verso il Nord Centro e Sud America sulle stesse rotte che venivano precedentemente servite dalla compagnia "Austro-Americana".Nel 1936, nell'ambito dell'IRI, all'interno di un progetto statale di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi marittimi, venne costituita la Finmare Società Marittima Finanziaria con il compito di coordinare, indirizzare ed assicurare con adeguati mezzi finanziari l'attività delle società di navigazione controllate dal governo e "Italia Flotte Riunite" con le navi della flotta Cosulich entrò a far parte di Italia - Società di Navigazione. Tuttavia all'interno sia di "Italia Flotte Riunite" che di "Italia - Società di Navigazione" la "Cosulich Società Triestina di Navigazione" mentenne sempre una certa autonomia amministrativa. CITTA DI SAVONA - SAVONA 1927 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12669 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12669 Savona (Sann-a in ligure, Savonn-a nella versione genovese) è un comune italiano di 62.553 abitanti[7], capoluogo dell'omonima provincia in Liguria.È il terzo comune della regione per popolazione, preceduta solamente da Genova e da La Spezia. La sua area conurbata, comprendente i comuni di Albissola Marina, Albisola Superiore, Quiliano e Vado Ligure, conta 94.100 abitanti, mentre l'intero comprensorio savonese, da Bergeggi a Varazze e il relativo entroterra, sfiora i 115.000 residenti.La città di Savona è il punto di riferimento per chi intende dirigersi verso il ponente Ligure o l'entroterra. Il capoluogo savonese funziona inoltre come snodo centrale per i collegamenti in pullman o ferrovia verso il non distante confine francese, la Costa Azzurra e l'Aeroporto di Nizza-Côte d'Azur. È inoltre un importante porto croceristico. PROVINCIA DI GENOVA PRESTITO REDIMIBILE - GENOVA 1932 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12668 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12668 La provincia di Genova (provinça de Zena in ligure) è una provincia italiana della Liguria di 900.718 abitanti, con capoluogo a Genova.Gli attuali confini amministrativi sono a nord con il Piemonte (provincia di Alessandria) e con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza e provincia di Parma), a sud con il mar Ligure, ad ovest con la provincia di Savona e ad est con la provincia della Spezia.L'amministrazione provinciale ha sede dal 1879 presso il palazzo Doria-Spinola, sede anche della prefettura. COMUNE DI RIVAROLO LIGURE - RIVAROLO LIGURE 1925 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12667 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12667 Rivarolo (Ruiêu in genovese) è un quartiere di Genova nella bassa Val Polcevera, compreso tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a sud, Bolzaneto a nord, Sestri Ponente ad ovest. Ad est il crinale sinistro della Val Polcevera, sul quale corre la lunga cortina delle mura seicentesche di Genova divide Rivarolo da San Teodoro, Castelletto e Staglieno, ma non esistono strade di collegamento dirette con questi quartieri.Nel 1800 la discesa delle truppe napoleoniche pose fine alla plurisecolare storia della Repubblica di Genova. Con il dominio francese e le nuove suddivisioni amministrative, all'inizio dell'Ottocento Rivarolo divenne un comune autonomo, che in origine comprendeva anche la frazione di Murta, passata al comune di Bolzaneto nel 1869.Nel 1814, a seguito delle decisioni del Congresso di Vienna la ex Repubblica Ligure napoleonica, e quindi anche il comune di Rivarolo, passò al Regno di Sardegna. Così il Casalis descriveva il comune di Rivarolo Ligure nel 1834:« RIVAROLO, capoluogo di mandamento nella prov. dioc. e div. di Genova. Sta sulla regia strada, a maestrale da Genova, da cui è distante tre miglia.Rivarolo, cospicuo ed ameno borgo, è diviso in inferiore e superiore. E composto di cinque parrocchie, cioè di quelle di Rivarolo, della Certosa, di Murta, di Begato, di Geminiano. Alla prima sono aggregati i quartieri di Costa, Teglia e Garbo. In Rivarolo inferiore sta la Certosa; nella parte superiore esistono la chiesa parrocchiale, una chiesa ed un convento di francescani scalzi, il qual conventò sorge in amenissimo sito. Rivarolo come capo di mandamento ha soggetti i comuni di s. Pier d'Arena, di Brasile e di s. Olcese. ...Fra Rivarolo inferiore e superiore passa il torrente Turbella, che scende dal monte dei due Fratelli; esso giova a fertilizzare l'agro di questo capoluogo di mandamento; il quale se non è produttivo di una grande quantità di cereali, fornisce molte buone frutta, e tanto fieno da potervisi mantenere molte bestie bovine, cavalli, muli, somarelli, ed anche pecore e capre, di cui sono ragguardevoli i prodotti. »(Goffredo Casalis, "Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna", 1834)Verso la metà dell'Ottocento, con l'arginatura del torrente e la costruzione della ferrovia ebbe inizio lo sviluppo industriale della Valpolcevera, che ne determinò anche un grande sviluppo demografico, urbanistico e viario. La crescita urbanistica, divenuta impetuosa soprattutto a partire dalla fine dell'Ottocento ha modificato significativamente la topografia della cittadina, con la costruzione di numerose case di abitazione, insediamenti industriali e infrastrutture stradali e ferroviarie in aree in precedenza agricole, con la totale urbanizzazione dell'area compresa tra il nucleo antico di Rivarolo e la frazione di Certosa.[7]Nel 1859 fu inaugurata la stazione ferroviaria, nel 1862 nei locali del soppresso convento di N.S. della Misericordia entrò in funzione l'ospedale Celesia, la prima struttura sanitaria moderna della Valpolcevera. Nel 1881 entrò in servizio la linea tranviaria a cavalli, poi elettrificata nel 1905.L'aumento della popolazione e lo sviluppo industriale resero insufficiente la vecchia viabilità settecentesca, per cui furono aperte nuove strade più ampie, utilizzando anche in parte i terreni che prima della costruzione dell'argine facevano parte del greto del torrente Polcevera.Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento furono costruiti la strada consorziale lungo l'argine e il ponte sul Polcevera, che collegava Rivarolo con Fegino e Borzoli, premessa allo sviluppo urbanistico delle aree sulla sponda destra del torrente, all'epoca ancora sotto la giurisdizione del comune di Borzoli. DUFOUR - GENOVA 1952 http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12666 Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 GMT http://www.scripofilia.it/product.asp?pID=12666 Il Gruppo Elah Dufour nasce nel 1982, su iniziativa dell'imprenditore genovese Flavio Repetto che raggruppa tre marchi dell'industria dolciaria italiana: Elah, Dufour e Novi.Pur operando all'interno dello stesso Gruppo, ogni marchio mantiene la propria specializzazione e filosofia di produzione:La Elah, fondata a Genova nel 1909 da Francesco Ferdinando Moliè, produce preparati per creme da tavola, dessert, caramelle morbide toffè e specialità di cioccolato per i bambini.La Dufour, fondata a Genova nel 1926 dalla famiglia Dufour, produce gelatine di frutta Big Frut Gelee, bonbon di cioccolato Carousel e un'ampia gamma di caramelle ripiene, dure, gommose.La Novi, fondata a Novi Ligure nel 1903 come cooperativa di dettaglianti e grossisti dolciari, produce tavolette di cioccolato e specialità come: il cioccolato Otello, i gianduiotti, la Crema Novi.Nel 1999 il gruppo ha acquisito la Baratti & Milano, storico marchio torinese, che dal 1858 produce tipiche specialità della tradizione pasticcera piemontese quali i gianduiotti, i cremini, i cuneesi e le praline alla nocciola oltre a prodotti da forno tipici come gli amaretti soffici, i canestrelli di Sassello e i baci di dama.